Nel mentre. Costruire percorsi di autonomia per persone con disabilità

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Cogliendo l’opportunità di un bando di Regione Lombardia rivolto alle Organizzazioni di volontariato e alle Associazioni di promozione sociale, si è presentato questo progetto la cui ideazione ha coinvolto altre due realtà: l’Associazione I pellicani con cui due anni fa era stato ideato e condotto il progetto Sconfinando si fa rete, e l’Associazione Amici Traumatizzati Cranici (AATC).

L’ideazione è partita dalla constatazione di un bisogno comune: creare delle opportunità di sperimentazione di autonomia per persone con disabilità, soprattutto per le più giovani. Dentro questa cornice condivisa, le attività pensate dalle due associazioni partner hanno preso una declinazione più legata alla disabilità cognitiva – laboratori pomeridiani presso oratori o centri culturali in cui svolgere attività aperte a giovani volontari dei quartieri; un pomeriggio a settimana nella forma della “palestra di autonomia” in cui giovani e adulti possano acquisire alcune competenze legate alla vita domestica: fare la spesa, cucinare, riordinare; organizzazione di iniziative sportive e di tempo libero – mentre, per ciò che riguarda UILDM Bergamo, le attività hanno considerato lo specifico della disabilità motoria. Oltre alla possibilità di avviare dei laboratori innovativi nel corso della settimana, il progetto ha pensato ai giovani e al loro desiderio di sperimentazione di forme di autonomia ed emancipazione rispetto alle famiglie.

Negli ultimi anni si è più volte fatto riferimento al tema “vita indipendente” e con “Protagonisti della propria storia” che UILDM ha progettato insieme a Parent Project, si intende formare i giovani al suo significato e alle modalità attraverso le quali realizzarla. Con “Nel mentre” si vuole mettere a disposizione dei giovani – a turni di un paio alla volta – la possibilità di trascorrere alcuni giorni o una settimana in un appartamento privo di barriere architettoniche contando su delle figure che garantiscano un’assistenza adeguata ai bisogni. Per alcuni giovani questa potrebbe rappresentare la prima volta in cui persone diverse dalla propria famiglia le aiutano in una serie di attività quotidiane; per alcuni, trascorrere due, tre o cinque notti senza il supporto di un familiare potrebbe essere un inedito così come preoccuparsi di cosa comprare per il pranzo o per la cena, come gestire la condivisione del denaro, come organizzare il tempo. Nella consapevolezza che questa potrebbe essere un’esperienza di apertura verso l’adultità - un’esperienza concreta e significativa, ideale corollario alla teoria che, nel frattempo, si sta approfondendo anche grazie al Gruppo Giovani nazionale - il progetto ha previsto un budget per finanziare queste azioni.

Il valore complessivo del progetto è di 30.000 euro e, considerando che una parte dovrà essere coperta da co-finanziamento, è stato chiesto un contributo per 24.000 euro.

 

Per info: o.osio@distrofia.net
035/343315

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